ImpresaCultura 2026
ImpresaCultura è un progetto audiovisivo nato dalla sinergia tra PEO Comunicazione Culturale e d’Impresa e Associazione Culturale Art Maiora, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare il territorio bergamasco attraverso il linguaggio del cinema.
Nato nel 2020, in un momento in cui la pandemia aveva profondamente modificato il rapporto tra persone, cultura e luoghi, il progetto ha scelto fin dall’inizio di affidarsi alle immagini per mantenere vivo il legame con il territorio. Da allora ImpresaCultura ha continuato a crescere, costruendo edizione dopo edizione una narrazione fatta di persone, competenze, patrimoni, imprese, arti e comunità.
Nel tempo il progetto ha superato la dimensione della singola produzione audiovisiva. Le storie raccolte hanno iniziato a dialogare tra loro, componendo un patrimonio più ampio e restituendo una lettura progressiva della provincia bergamasca: del suo modo di produrre cultura, di custodire conoscenze, di trasformarsi e di riconoscersi nelle proprie radici.
È in questa evoluzione che nasce la quinta edizione: “Gli Archivi della Cultura”.
Claudia Sartirani, Associazione Culturale Art Maiora e Responsabile del progetto, commenta: «Presentare la quinta edizione di ImpresaCultura ci emoziona profondamente, perché ogni anno questo progetto ci permette di entrare in luoghi diversi e, soprattutto, di incontrare le comunità che li rendono vivi. Un archivio, prima ancora che una raccolta di documenti, è fatto di persone: di chi ordina, conserva, studia, interpreta e rende un patrimonio accessibile a tutti. È proprio in questa capacità di rimettere continuamente in circolo conoscenza che la cultura trova la propria energia e si rigenera. Un ringraziamento speciale va a Mons. Giulio Dellavite per i testi del trailer.»
L’archivio rappresenta uno dei luoghi in cui una comunità costruisce il proprio rapporto con il tempo. Conserva tracce, organizza memorie, mette in relazione persone e avvenimenti. Dentro un archivio convivono storie individuali e collettive, processi industriali, vicende artistiche, trasformazioni sociali, ricerca, spiritualità, lavoro e creatività.
Nel territorio bergamasco questo patrimonio assume forme molto diverse. Si trova nelle carte di un’impresa, nelle fotografie che documentano una città, nelle partiture musicali, nei registri ecclesiastici, nelle testimonianze della storia contemporanea, nei materiali prodotti da un’esperienza teatrale, nelle corrispondenze e nei documenti che accompagnano la vita di istituzioni e persone.
ImpresaCultura 2026 parte da qui e sceglie di entrare in dieci archivi e luoghi della memoria per osservare ciò che custodiscono e soprattutto comprendere ciò che continuano a generare.
L’archivio viene così raccontato come spazio attivo, capace di trasformare un documento in conoscenza, una traccia in racconto, una raccolta in occasione di ricerca e confronto. Il passato diventa materia attraverso cui leggere il presente e costruire nuove interpretazioni.
I protagonisti della quinta edizione sono l’Archivio della Diocesi di Bergamo, l’Archivio Fotografico Sestini, la Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti, la Biblioteca Musicale Victor de Sabata e Aldo Ceccato, la Biblioteca Teatrale Eurasiana del Teatro Tascabile di Bergamo, Fondazione Dalmine, Fondazione Legler per la Storia Economica e Sociale di Bergamo, Fondazione Papa Giovanni XXIII, ISREC – Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e l’Archivio Storico SAME.
Tramite questi luoghi il progetto attraversa ambiti differenti della storia bergamasca: industria, musica, fotografia, teatro, vita religiosa, memoria civile e sviluppo economico. Esperienze diverse che, osservate insieme, mostrano quanto la memoria di un territorio sia composta da fonti molteplici e da punti di vista che continuano ad arricchirsi nel tempo.
Sergio Gandi, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, sottolinea: «Questa edizione offre una panoramica particolarmente ampia e organica del patrimonio storico e culturale bergamasco. Attraverso il linguaggio audiovisivo, ImpresaCultura mette in relazione alcuni dei principali presìdi della memoria della città e del territorio, realtà differenti per natura e storia, alcune direttamente legate al Comune e altre con cui l’Amministrazione collabora nella costruzione delle politiche culturali. Guardando oggi i volti e le istituzioni coinvolte, il sentimento che emerge è soprattutto l’orgoglio: valorizzare un archivio significa dare valore all’insieme di documenti, date, testimonianze e vicende che costruiscono la nostra storia comune. E significa ricordare che le storie custodite negli archivi riguardano ciascuno di noi.»
«Come Provincia crediamo profondamente nel valore di una cultura condivisa, che si concede il tempo della ricerca, dell’ascolto e della riflessione: il tempo proprio degli archivi. Portare questa memoria alle nuove generazioni significa costruire un ponte verso il futuro, trasformando la storia in racconto e il patrimonio in esperienza. ImpresaCultura compie proprio questa operazione: rende accessibili contenuti che appartengono alla comunità e li restituisce come occasione di crescita collettiva. È un progetto che auspichiamo possa radicarsi sempre di più nel tessuto provinciale bergamasco.» aggiunge Marco Gaverini, Consigliere della Provincia di Bergamo.
Da questo percorso nascono 10 nuovi audiovisivi, pensati come racconti autonomi e allo stesso tempo come parti di una narrazione comune. Il linguaggio cinematografico permette di entrare negli spazi, avvicinarsi ai documenti, ascoltare chi li studia e li custodisce e restituire il valore di patrimoni che spesso vivono lontano dallo sguardo quotidiano.
«Le realtà che abbiamo incontrato custodiscono storie lunghe, stratificate e ricchissime: racchiuderle in quattro minuti è stata una sfida narrativa importante. La forza di questa edizione sta anche nella varietà degli archivi coinvolti, tutti profondamente legati alla comunità bergamasca. Il nostro lavoro ha cercato di guardare al passato come a una materia capace di generare futuro, anche lungo traiettorie che oggi possiamo soltanto intuire. Perché il valore di un archivio risiede raramente nel singolo documento: sta nel patrimonio nel suo insieme, che continua a essere interrogato e, a sua volta, interroga il nostro presente. Ogni incontro ha aperto un dialogo sul significato contemporaneo dell’archivio e sull’importanza di renderlo accessibile.» racconta Teresa Sala, regista.
Anche per questa edizione ImpresaCultura guarda oltre il momento della produzione. Queste produzioni diventeranno strumenti di conoscenza disponibili nel corso dell’anno, rivolti al pubblico, alle scuole e a chi desidera approfondire il territorio attraverso le sue fonti e i suoi luoghi della memoria.
Cresce così anche l’Iconoteca Culturale, l’archivio costruito dal progetto attraverso le diverse edizioni. Un patrimonio che raccoglie storie, persone e luoghi e che, anno dopo anno, amplia la possibilità di leggere Bergamo e la sua provincia attraverso una prospettiva culturale condivisa. La collaborazione con Visit Bergamo accompagna anche questa edizione, rafforzando il legame tra racconto audiovisivo e scoperta diretta dei luoghi. Uno degli obiettivi del progetto è infatti stimolare il pubblico a entrare negli archivi, visitarli, conoscerne il patrimonio e riconoscerli come parte viva del territorio.
LA RETE
ImpresaCultura nasce dalla collaborazione tra realtà culturali, istituzioni, imprese e persone che condividono l’idea della cultura come elemento capace di creare relazioni e conoscenza.
La quinta edizione costruisce una rete che attraversa Bergamo e la provincia, arrivando a Dalmine, Treviglio
e Brembate di Sopra e collegando istituzioni culturali, fondazioni, archivi, biblioteche, imprese e comunità.
Fondamentale anche il sostegno dei partner BPER Banca, Planetel Spa, Prometti Srl e SACBO Spa – Aeroporto BGY, che permette al progetto di trasformare un patrimonio diffuso in un racconto accessibile e destinato a durare nel tempo.
«Desidero ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questa quinta edizione, che BPER Banca è felice di sostenere ancora una volta. Il nostro lavoro consiste nell’accompagnare i progetti delle famiglie e delle imprese, ma sentiamo altrettanto forte la responsabilità di contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale dei territori in cui operiamo. Il tema degli archivi, in questo senso, mi tocca anche personalmente. All’inizio del mio percorso professionale potevano apparire come luoghi rivolti soprattutto al passato; con il tempo ho compreso quanto siano invece strumenti essenziali per formarsi, conoscere i clienti, leggere il territorio e comprenderne l’evoluzione. Confrontarmi con l’esperienza dei colleghi e con ciò che gli archivi conservano mi ha aiutato a conoscere più a fondo le comunità in cui lavoriamo.» aggiunge Bruno Cattivelli, Responsabile Territoriale Retail Bergamo di BPER Banca.
L’ARCHIVIO SACBO
Durante la conferenza stampa è stato presentato in anteprima un video realizzato in collaborazione con SACBO e dedicato alla memoria dello scalo. Attraverso immagini e materiali d’archivio, il racconto attraversa oltre cinquant’anni di storia: dalla nascita di SACBO e dal primo volo di linea all’apertura di nuove rotte, dalla crescita dei viaggiatori ai lavori che hanno trasformato progressivamente pista e terminal, fino al traguardo dei 10 milioni di passeggeri raggiunto nel 2015. Il video ripercorre anche il ruolo strategico assunto dall’infrastruttura durante l’emergenza sanitaria e le trasformazioni più recenti, con i nuovi gate, i nuovi spazi e gli interventi inaugurati nel 2025. Ogni tappa ha lasciato una traccia dentro questo luogo: la storia di un’impresa che favorisce il viaggio, lo scambio e l’incontro tra culture e che, attraverso il proprio archivio, restituisce la memoria di un territorio in continuo movimento.
Giovanni Sanga, Presidente SACBO S.p.A., commenta: «Ringrazio ImpresaCultura per la dedizione e la qualità con cui porta avanti questo progetto. Il tema di quest’anno si innesta in modo naturale nella storia bergamasca e nella sua cultura d’impresa. L’aviazione civile ha una storia relativamente recente rispetto a molti dei patrimoni raccontati in questa edizione, eppure la sua evoluzione interpreta in modo diretto le esigenze del nostro tempo: oggi si viaggia per turismo, lavoro, studio, cura, per ricongiungersi alla propria famiglia. L’aeroporto è entrato nella vita quotidiana delle persone e ha assunto funzioni che vanno ben oltre il trasporto. Per questo trovo particolarmente significativo il lavoro sugli archivi: tornare alle radici permette di comprendere ciò che siamo diventati e di raccogliere dal passato elementi capaci di generare nuove risposte per il presente.»
LA PRESENTAZIONE
I 10 nuovi audiovisivi di ImpresaCultura 2026 saranno presentati al pubblico in anteprima martedì 3 novembre alle ore 20.30 presso Fondazione Dalmine. Prima della proiezione, alle ore 20.00, il pubblico potrà partecipare a una visita guidata alla mostra fotografica “Confini d’Acqua”, ospitata negli spazi della Fondazione. La serata riunirà protagonisti, partner, istituzioni e pubblico e rappresenterà il momento in cui le dieci storie entreranno per la prima volta in relazione all’interno di un unico racconto. I film saranno disponibili, a partire dal 4 novembre, sul sito web www.impresacultura.eu e sui canali social, con la collaborazione del portale turistico Visit Bergamo.
I 10 PROTAGONISTI
- Archivio della Diocesi di Bergamo Un patrimonio documentario legato alla storia della Chiesa bergamasca e alla vita religiosa, sociale e civile del territorio.
- Archivio Fotografico Sestini Un grande patrimonio di immagini capace di restituire volti, luoghi, trasformazioni e tappi della storia bergamasca attraverso il linguaggio della fotografia.
- Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti Documenti, partiture e materiali musicali raccontano il rapporto tra Bergamo, la musica e una delle figure che hanno segnato la storia dell’opera.
- Biblioteca Musicale Victor de Sabata e Aldo Ceccato Un patrimonio che raccoglie e valorizza documenti legati a due protagonisti della cultura musicale e direttoriale del Novecento.
- Biblioteca Teatrale Eurasiana – Teatro tascabile di Bergamo Libri, documenti e materiali raccolgono la storia di una ricerca teatrale sviluppata attraverso decenni di attività, incontri e relazioni internazionali.
- Fondazione Dalmine Il patrimonio dell’impresa diventa strumento per leggere la storia industriale, il lavoro, l’innovazione e le trasformazioni sociali del territorio.
- Fondazione Legler per la Storia Economica e Sociale di Bergamo Un luogo dedicato allo studio e alla conservazione della memoria economica e sociale bergamasca, con patrimoni documentari legati allo sviluppo delle imprese e delle comunità.
- Fondazione Papa Giovanni XXIII Documenti e testimonianze permettono di attraversare la storia e il pensiero di Papa Giovanni XXIII, mantenendo vivo il legame tra la sua figura e il territorio bergamasco.
- ISREC – Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea Un patrimonio documentario dedicato alla storia contemporanea, alla Resistenza e ai processi sociali e politici che hanno segnato Bergamo e il suo territorio.
- Archivio Storico SAME Documenti, immagini, prodotti e testimonianze raccontano la storia di un’impresa che ha accompagnato l’evoluzione della meccanizzazione agricola e dello sviluppo industriale.