News05/06/2024

Donne Salute e Cultura in Cucina

Donne Salute e Cultura in Cucina

Realizzato con il contributo dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Brescia, la seconda edizione del progetto “Donne, salute e cultura in cucina nasce da una proposta elaborata dalla dietista Alessandra Zanini e presentata assieme alla Casa del Quartiere e al Porto delle Culture di via Milano 59.

 

Il corso si è svolto nella biblioteca sociale Porto delle Culture coinvolgendo 28 donne di 12 etniediverse e di differenti fasce di età. Hanno partecipato donne originarie dell’Afghanistan, Algeria,Bangladesh, Colombia, Costa d’Avorio, Egitto, Italia, Kosovo, Marocco, Pakistan, Senegal, Sri Lanka. L’obiettivo principale del laboratorio è stato quello di migliorare la consapevolezzaalimentare, corporea e della cura di sé in ottica alla prevenzione del carcinoma mammario e di tutte le patologie croniche prevenibili, con l’auspicio di poter avviare una rete di sostegno e di scambio di esperienze, ricette e saperi.

Le basi del progetto “Donne, salute e cultura in cucina II” sono state gettate dal successo della versione precedente svoltasi tra il 2019 e il 2020 e dalle continue richieste per un nuovo corso di cucina e di educazione alimentare in ottica di salute e prevenzione.

Considerando che il tumore al seno continua a essere la forma tumorale che colpisce di più il genere femminile, tenendo conto della poco bilanciata e varia alimentazione del popolo italiano e anche delle popolazioni migranti e dei loro figli, risulta fondamentale continuare a proporre progetti e campagne di prevenzione e sostegno permanente sul tumore al seno, e non solo. Attraverso una formazione riguardo l’educazione alimentare e lo stile di vita, è stato possibileparlare di tantissime tematiche importanti per la salute personale e planetaria.

Dopo i primi incontri conoscitivi e dopo aver raccolto le richieste, sia teoriche che pratiche, di tutte le donne partecipanti, si è parlato di stile di vita, non solo dal punto di vista dell’attività fisica, maanche del riposo, della convivialità, delle tradizioni diversa di ciascuna.

È stata poi un’ottima occasione per decostruire tanti falsi miti legati al peso corporeo e ai rischi delle diete restrittive per la salute sia fisica che psicologica.

Attraverso le diverse piramidi alimentari dei tanti paesi del mondo, mostrando anche la doppia piramide alimentare e ambientale della Fondazione Barilla per scoprire l’impatto ambientale delcibo, e utilizzando il piatto della salute planetaria della Commissione Eat Lancet come modellopratico, si è potuto utilizzare un approccio one-health per parlare di salute e prevenzione. In uncorso così variegato a livello di provenienza ed estrazione sociale, il cibo è una forte leva per parlare di equità futura di ripartizione delle risorse idriche e alimentari mondiali, migrazioni,siccità e carenza d’acqua.

Mettendo insieme tutti questi elementi è stato facile notare come il cibo che fa bene al pianeta sialo stesso che fa bene alla salute umana e che si sovrappone anche alle raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca contro il Cancro (WCRF) per la prevenzione dei tumori.

Per aiutare ad ampliare la varietà, l’equilibrio e la preziosissima base vegetale e integrale della nostra alimentazione sono stati affrontati argomenti come l’importanza della stagionalità di frutta e verdura e di variare tra i 5 colori presenti in natura, il fondamentale ruolo dei legumi come fonteproteica primaria in tutti i tipi di alimentazione, utilizzandoli in tutta la loro versatilità.

Il progetto, sia nella parte più teorica, che in quella più pratica, è stato portato avanti con un approccio condiviso e partecipativo, analizzando difficoltà personali e sociali. E’ stato possibilecosì ricostruire un’educazione alimentare e allo stile di vita comune, che fosse nello stesso tempo:

adattabile a tutte le persone presenti, che vivono e provengono da contesti molti diversi e hanno possibilità diverse;
modificabile nel tempo in base a diverse condizioni di benessere;
multiculturale, a specchio del gruppo e della società in cui viviamo;
sostenibile per le persone e benefica per la nostra salute e quelladell’ambiente.

Dopo la parte più teorica la scelta delle ricette da preparare insieme, nella parte più pratica delprogetto si è basata sulle abitudini personali delle corsiste e sulle loro reali necessità di cambiamento, tenendo conto delle diverse necessità individuali e familiari. Partendo dai pancakesvegetali, al porridge con frutta fresca e frutta secca e passando da vari dolci di provenienze diverse del mondo per merende e colazioni, le partecipanti si sono poi addentrate nell’uso di verdure, cereali, legumi e frutta secca con ricette come l’hummus di tahina (crema di ceci), farinate di ceci con verdure, ragù di tempeh, polpette di legumi, cous cous marocchino, caponatadi zucca (rivisitazione di stagione della caponata di zucca tipica siciliana), i mashi, involtini di riso e cavolo cappuccio egiziani, la shorba (zuppa) del Ramadan, il mix pakora (frittelle di farina di ceci e verdure pakistane), il koshari egiziano, ravioli con ricotta vegetale e spinaci, pizze con condimenti a base di verdure e legumi, ecc.

Nel cucinare insieme si è cercato di non creare sprechi in cucina, imparando a utilizzare tutte le parti delle verdure che spesso vengono scartate e a riutilizzare gli ingredienti avanzati in dispensa per preparare ricette semplici, gustose e salutari. Durante il percorso si è valorizzata la scelta di prodotti alla base della piramide alimentare, imparando a rivisitare le ricette tradizionali di ogni cultura in chiave vegetale, senza dimenticare mai il ruolo sociale e culturale del cibo.

Il risultato di questo percorso è l’elaborazione di un quadernetto di educazione alimentareconsegnato a tutte le partecipanti del corso. Un piccolo “manuale” che, partendo dalla prevenzione del carcinoma mammario e di tutte le patologie croniche prevenibili, possa trovare un modo gentile e adatto a tutte per poter migliorare il proprio stile di vita, anche alimentare.

Inoltre è stato elaborato un nuovo ricettario che verrà consegnato sia a tutte le partecipanti, siadiffuso pubblicamente (come nel progetto precedente) che raccoglie alcune delle ricette che sono state rielaborate durante il progetto.

Cucinare ed esplorare la base della nostra alimentazione vegetale insieme è stato un modo perimparare a prediligere alimenti naturalmente completi e vari, imparando l’importanzadell’alternanza nel consumo dei cereali, il ruolo dei legumi come proteine nobili (sia per noi che per le generazioni future), l’importanza di consumare frutta e verdura di stagione e più in generale di come dare varietà alla propria alimentazione a quella della propria famiglia.

Sperimentare le ricette in cucina è stato un ottimo modo per imparare a conoscere nuovi ingredienti, ridurre la diffidenza e la selettività alimentare, stimolando in modo attivo un’alimentazione più equilibrata da un punto di vista nutrizionale, più rispettosa delle risorse ambientali senza mai perdere di vista il focus sulle diversità etniche, religiose e culturali.

Ogni donna ha avuto modo di esprimersi, di trovare un proprio spazio per la condivisione del proprio sapere, delle proprie conoscenze e delle proprie esperienze. Questo laboratorio è riuscito a costruire un piccolo esempio concreto di comunità di scambio e condivisione, abbattendo pregiudizi e stereotipi e ritrovando nelle unicità individuali fili comuni di unione. Intorno al cibo e alla sua condivisione si è potuto valorizzare e dare spazio all’identità individuale e collettiva.

Oltre al ricettario, la conclusione di questo progetto lascia unaltra importante novità: un gruppo di cammino collettivo partito a inizio maggio 2024. Durante le lezioni in cui si è parlato di stile di vita si erano infatti individuati la solitudine, la paura a muoversi da sole (soprattutto nei mesi invernali e quando c’è buio), e la mancanza di risorse economiche per fare attività fisica come le maggiori problematiche che limitano il movimento e uno stile di vita più attivo. Si è quindi collettivamente proposto di provare a organizzare un gruppo di cammino, che ad oggi è ancora attivo, per poter lavorare anche su questa componente importante per la salute e la prevenzione, creando momenti di unione e di esplorazione della nostra città.

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