MUSEI ACCESSIBILI IN ITALIA. A che punto siamo?
Al Museo Diocesano Brescia un pool di esperti racconta lo stato dell’arte in Italia
L’accessibilità del patrimonio culturale, dei musei e dei siti UNESCO italiani è una responsabilità condivisa e rappresenta una sfida che richiede collaborazione tra istituzioni, enti locali e comunità. Parte da questa consapevolezza, la giornata di studi “L’arte di accogliere. Linguaggi e prospettive per un museo pienamente accessibile” che, negli spazi del Museo Diocesano di Brescia, nel pomeriggio di lunedì 13 aprile avvia una riflessione corale su uno dei temi più dibattuti e affrontati degli ultimi anni. I concetti di accessibilità ed inclusività applicati al settore culturale ed espositivo non si esauriscono infatti nell’abbattimento delle barriere architettoniche, ma allargano la riflessione e, conseguentemente, il raggio d’azione alle dimensioni sensoriale, cognitiva e sociale.
Musei, sedi espositive e siti culturali sono quindi chiamati oggi a ripensare i linguaggi, gli strumenti e le modalità di fruizione con le quali si rivolgono a pubblici diversi per età, abilità, provenienza e background culturale. Pannelli tattili e in braille, Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), linguaggio Easy to Read, percorsi multisensoriali, pratiche di mediazione culturale ed esperienze sonore sono alcune delle pratiche introdotte, oltre all’innesto delle tecnologie digitali sul patrimonio storico come ausilio alla fruizione. Anche i siti UNESCO italiani svolgono un ruolo strategico: la loro vocazione di patrimoni universali impone standard
elevati di accessibilità e inclusione. Rendere questi luoghi realmente accessibili significa non solo ampliare il pubblico, ma anche rafforzarne il valore sociale e identitario. Il seminario, a carattere scientifico, è non a caso promosso dal Museo Diocesano di Brescia: istituzione da anni in prima linea sul fronte dell’implementazione di pratiche vocate all’accessibilità.
Nell’ottica di favorire pratiche partecipazione culturale sempre più trasversale, l’allestimento del Museo Diocesano di Brescia persegue la progressiva implementazione del percorso con dispositivi inclusivi per utenti con disabilità visiva. All’ingresso si trova tavolo tattile che guida i visitatori alla scoperta della planimetria del luogo, favorendo l’orientamento nello spazio. I rilievi trasparenti a diversi livelli di profondità delineano la pianta dell’alto, a fianco il modello tridimensionale restituisce la percezione degli alzati: si riconoscono il ciliegio secolare al centro del chiostro maggiore, i portici, il loggiato al primo piano ed il piano -1. Ogni pannello è dotato di legende in braille ita/eng. Il progetto – che ha caratterizzazione scientifica e che ha visto il coinvolgimento pratico dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – è frutto dello studio del DICATAM – Dipartimento d’Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica dell’Università degli Studi di Brescia. Il lavoro di rielaborazione sensoriale ha riguardato anche alcuni quadri della Collezione, partendo da quelli con impianto compositivo semplice – come i ritratti singoli – per giungere successivamente a soggetti e composizioni più complesse restituite attraverso piani di profondità e focus su simboli ed elementi caratterizzanti, individuati grazie al lavoro congiunto tra i ricercatori del DICATAM e gli storici dell’arte del Museo.
Ne è un esempio La Madonna col Bambino in gloria, San Giovanni Evangelista, il beato Lorenzo Giustiniani e l’allegoria della Sapienza Divina (1520 – 1545) di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, di cui è possibile toccare la silhouette dei personaggi e gli oggetti con i quali il quadro nasce, odorare il fico – che è elemento parte del quadro – e ascoltare l’audio racconto in cui è la voce del pittore a narrare in prima persona la genesi del quadro. Il buio della sala rivestita di velluto blu scuro favorisce l’immedesimazione di tutto il pubblico nella condizione non vedente. Attraverso tre box sensoriali, utilizzando solo il tatto, il visitatore ha la sensazione di essere nella bottega del Maestro cinquecentesco bresciano, toccando i pennelli, la cornice e la tela del quadro, mentre in un totem centrale diviso in spicchi si possono toccare il tessuto dell’abito della Divina sapienza, la tiara e la corteccia del corbezzolo (l’albero compare sulla destra del quadro). La tavola tattile con la riproduzione a rilievo del dipinto permette di percorrere la composizione col tatto, mentre attraverso l’olfatto si percepisce l’essenza di fico, pianta presente sullo sfondo della scena. Per tutto il percorso, il
visitatore è accompagnato dalla voce dell’attore Luciano Bertoli che, impersonificando il Moretto, conduce idealmente all’interno della bottega.
Con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di visita agli utenti dislessici, Arial ed Helvetica sono i font scelti per i 19 pannelli di sala posti lungo le 23 sale del percorso. La realizzazione ha seguito le indicazioni di FOBAP – Fondazione Bresciana Assistenza Psicodisabili. Inoltre, inquadrando i QR Code in prossimità dei volumi blu che accolgono oggetti e tavole tattili, i non vedenti accompagnati potranno ascoltare le descrizioni di una selezione di opere della Collezione permanente. A partire da marzo 2026 è inoltre attiva e prenotabile CLAVIS, un’esperienza di gioco virtuale e immersiva che utilizza un’app in Mixed Reality (MR). Grazie all’uso di visori lo spazio reale del Museo si arricchisce di elementi digitali, scenari e oggetti interattivi che si fondono con l’ambiente reale.
Istituito nel 1978 per raccogliere e custodire opere d'arte provenienti da chiese ed edifici religiosi della città, il Museo Diocesano di Brescia sorge all’interno del cinquecentesco complesso monastico francescano di San Giuseppe, nel cuore del centro storico cittadino. Il ciliegio secolare al centro del chiostro maggiore, simbolo del Museo e insignito dell’onorificenza di albero monumentale, è il perno ideale attorno al quale si diramano i 2000 metri quadri di ambienti del percorso espositivo permanente, composto da opere in deposito dalla Diocesi di Brescia, dalle Parrocchie della provincia e dalle Collezioni Civiche del Comune di Brescia. Il corpus principale della raccolta è costituito da opere di pittura e scultura d’area prevalentemente bresciana e veneta. Vi sono rappresentati autori come Antonio Vivarini, Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Girolamo da Romano detto il Romanino, Floriano Ferramola e Andrea Celesti.
L’altro grande nucleo comprende i Codici miniati: antichi manoscritti liturgici (messali e breviari) e musicali (antifonari e graduali) di epoca compresa tra il XII e la metà del XVI secolo, consultabili in versione digitalizzata attraverso totem touch screen posti a fianco dei manoscritti esposti. La Collezione del Museo Diocesano di Brescia vanta inoltre preziose sezioni tematiche di oreficeria e argenteria sacra, icone di tradizione bizantino ortodossa, incisioni, e tessuti liturgici. La Fondazione Museo Diocesano non ha fini di lucro. Oltre all’attività di tutela, studio e valorizzazione del materiale storico e artistico presente, l’Istituzione è promotrice di mostre, allestimenti temporanei ed acquisizioni, riguardanti anche l’arte e gli artisti contemporanei, ed iniziative didattiche e culturali, conferenze e appuntamenti di confronto, scambio e formazione.