News21/01/2026

MuSa 2026: un anno di grandi mostre

MuSa 2026: un anno di grandi mostre

Dopo un 2025 contrassegnato da successi espositivi – come le grandi rassegne dedicate a Gustave Klimt e Federico Fellini – e un record d’affluenza di pubblico senza precedenti (30.933 visitatori dall’1 gennaio al 31 dicembre 2025, con un incremento del 78%), il MuSaMuseo di Salò, annuncia la programmazione 2026.

 

Partendo dalla fotografia analogica al servizio di uno dei grandi temi della contemporaneità: lo scioglimento dei ghiacciai, sino alla grande mostra TOURIST! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque dedicata all’evoluzione del turismo, che radunerà oltre cento dipinti, disegni, acquerelli, abiti e oggetti da viaggio oltre a numerose fotografie (con scatti d’autore di Alinari, Lotze e Negri).

La storia torna protagonista grazie al palinsesto di eventi espositivi e divulgativi per i seicento anni dalla fondazione della Magnifica Patria (1426), che ebbe in Salò la sua capitale e che condivise le glorie della Serenissima Repubblica di Venezia per quasi quattro secoli. Mentre il dialogo tra i grandi Maestri del Novecento e le nuove generazioni di artisti, condotto attraverso il linguaggio del disegno, sarà il fil-rouge delle mostre allestite nella sezione della Civica Raccolta del Disegno di Salò, tra le Collezioni permanenti di opere su carta più rilevanti d’Italia.

Le parole del Sindaco di Salò, Francesco Cagnini e dell’Assessore alla Cultura Alberto Comini:

“Dopo un 2025 con numeri da record, il Mu.Sa e Salò rilanciano per il 2026 con una proposta culturale fatta di grandi mostre e progetti di ampio respiro che coinvolgeranno la città per tutto l’anno, come nel caso delle celebrazioni per i 600 anni della Magnifica Patria. L’investimento sul fronte della cultura rientra pienamente nel progetto di valorizzazione a tutto tondo della nostra comunità, del suo ruolo comprensoriale e di rilevanza turistica” .

21 febbraio – 12 aprile 2026

THE LAST DAYS. Il ghiacciaio dell’Adamello nelle fotografie di Michele Gusmeri in collaborazione con CAI Club Alpino Italiano – sez. Brescia La mostra fotografica The Last Daysdocumenta l’arretramento della più vasta concentrazione di ghiaccio delle Alpi Italiane: il ghiacciaio dell’Adamello. Un racconto visivo sull’urgenza di una sfida ambientale, immortalando la bellezza effimera di un colosso destinato a scomparire. La mostra raccoglie oltre trenta scatti realizzati dal fotografo Michele Gusmeri con la tecnica Grande formato analogico: una fotocamera analogica di grande formato 8×10”, impiegando la tecnica del negativo su carta esposto attraverso antiche lenti fotografiche, nate da mani artigiane tra metà Ottocento e primi Novecento. Un toccante ritratto del ghiacciaio in questo momento specifico: i suoi Ultimi Giorni.

21 febbraio – 30 maggio 2026

MARTA GOGLIO. Coreografie del contenere a cura di Anna Lisa Ghirardi (conservatrice Civica Raccolta del Disegno di Salò) La mostra è il capitolo inaugurale del progetto “PASSO A DUE. Nuove Generazioni in dialogo con la Civica Raccolta del Disegno di Salò”, un’iniziativa che mira a stabilire un confronto tra le opere della Raccolta salodiana e gli artisti delle ultime generazioni. L’esposizione avvia il dialogo intergenerazionale mettendo a confronto undici disegni realizzati da Marta Goglio (1997), con altrettante opere da lei selezionate dall’archivio della Civica Raccolta del Disegno che ha sede al Museo di Salò (Enrico Baj, Vasco Bendini, Maurizio Bottarelli, Laura De Bernardi, Giuliano Guatta, Giusi Lazzari, Concetto Pozzati, Antonio Sanfilippo, Antonio Stagnoli, Bepi Romagnoni, Franco Sarnari). L’accostamento crea un ponte visivo e concettuale tra il patrimonio della Collezione salodiana e le sensibilità artistiche dell’oggi.

29 marzo – 4 ottobre 2026

MAGNIFICA PATRIA 1426 – 2026.  Seicento anni di storia tra il Garda e Venezia

a cura di Federica Bolpagni (conservatrice MuSa) Enrico Valseriati (Università degli Studi di Padova) e Giovanni Pelizzari (Ateneo di Salò)

Negli ambienti espositivi del MuSa, una sala immersiva accompagnerà i visitatori in un viaggio nella storia di Salò e dei comuni che aderirono alla Magnifica Patria: la federazione autonoma che per secoli costituì un unicum nel panorama politico della Repubblica di Venezia. Fulcro del racconto è il periodo di massimo splendore della comunità tra Cinquecento e Seicento. Attraverso un videoracconto il pubblico s’immergerà nelle atmosfere dell’epoca, scoprendo lo sviluppo dell’industria cartaria – una delle più fiorenti dell’Italia settentrionale – e l’affermazione delle arti figurative, con la presenza di Maestri come Romanino, attivo nelle chiese e nei palazzi locali, e di figure emblematiche come Gasparo da Salò, celebre liutaio e virtuoso, tra gli inventori del violino. Completa il progetto un calendario di conferenze tematiche affidate a storici, studiosi e divulgatori, che affronteranno temi connessi alla storia, all’arte, alla musica.

29 marzo – 28 giugno 2026

MAGNIFICA PATRIA 1426 – 2026.  Seicento anni di storia tra il Garda e Venezia Documenti in mostra dall’Archivio Storico di Salò

a cura di Federica Bolpagni (conservatrice MuSa) e Giuseppe Piotti (archivista ASAR)

Una mostra dossier – pensata a completamento della sala immersiva – che presenterà una selezione di documenti, mappe e materiali storici riferiti alla Magnifica Patria, provenienti dall’Archivio Storico di Salò, considerato tra i più importanti della provincia di Brescia per il suo patrimonio, conservato e studiato grazie al prezioso lavoro dell’ASAR – Associazione Storico Artistica della Riviera.

26 aprile – 4 ottobre 2026

TOURIST! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque a cura di Paolo Boifava (Direttore MuSa) e Maria Paola Pasini (Università Cattolica del Sacro Cuore) con la collaborazione di Attilio Brilli  Il progetto espositivo ripercorre la nascita e l’evoluzione del turismo sul lago di Garda tra XIX e XX secolo, dalle prime esplorazioni romantiche fino all’affermarsi della villeggiatura aristocratica e borghese. Attraverso oltre cento dipinti, vedute di giardini, manifesti, guide illustrate, abiti d’epoca, oggetti da viaggio e un ampio repertorio fotografico(con scatti d’autore di Alinari, Lotze e Negri) l’esposizione documenta un secolo di trasformazioni del paesaggio, dell’ospitalità e dell’immagine incantata del più grande tra i laghi lombardi. Un racconto da quando il territorio gardesano inizia ad attirare viaggiatori colti e cosmopoliti, mossi da interessi artistici, naturalistici e scientifici, fino al Novecento, che segna la sua celebrazione letteraria e lo sviluppo delle vie di comunicazione.

6 giugno – 4 ottobre 2026

BEN ORMENESE. Lo spazio immobile del divenire a cura di Anna Lisa Ghirardi (conservatrice Civica Raccolta del Disegno di Salò) e Leonardo Conti L’esposizione antologica di Ben Ormenese (1930-2013), con opere su carta e cartone, dalla metà degli anni sessanta sino all’ultima stagione creativa, evidenzia come l’autore sia stato uno tra i maggiori interpreti di quel grande versante “oggettuale” dell’arte contemporanea che, da Lucio Fontana, giunge vivissimo sino ai nostri giorni. Per il maestro friulano non esiste il passaggio tra disegno e oggetto, perché attraverso un uso raffinatissimo d’incastri, ogni linea e ogni forma sono in grado di fare un salto dimensionale dalla seconda alla terza dimensione, sino a un’inedita scomposizione della luce, che diviene essa stessa forma e disegno.

Nel frattempo, fino all’8 febbraio, c’è ancora tempo per visitare le mostre:

L’ultimo inverno 1943 -1945 DALLA RESISTENZA ALLA LIBERAZIONE” in collaborazione con l’Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea dell’Università Cattolica di Brescia che narra i momenti salienti della Resistenza partigiana nel territorio del Lago di Garda, in Valle Sabbia e nelle valli bresciane, attraverso oltre cento fotografie d’epoca, stampe e documenti, molte dei quali esposti per la prima volta.

“Lucia Pescador. Album 900 e furti d’archivio” (a cura di Anna Lisa Ghirardi ed Elisabetta Longari) Allestita nella sezione della Civica Raccolta del Disegno, è dedicata ad una delle protagoniste del panorama artistico contemporaneo, di cui ripercorre quarant’anni di attività attraverso una selezione di 45 opere su carta, molte inedite, realizzate dagli Ottanta ai giorni nostri.

 

MUSA – MUSEO DI SALÒ Aperto al pubblico dal 2015, iI MuSa – Museo di Salò sorge negli spazi di quello che fu il monastero di Santa Giustina, edificato a partire dal XVI secolo per ospitare l’Ordine dei Padri Somaschi. Locali, corridoi, chiostri e soppalchi vista lago sospesi sull’aula dell’originaria chiesa, sono stati oggetto di un attento restauro architettonico al fine di ospitare le collezioni attualmente esposte, dedicate non solo alla storia, alla storia dell’arte e all’archeologia, ma anche alla scienza e alla tecnica. Situato nel centro storico di Salò, in posizione dominante e a pochi passi dal lago, oggi il MuSa racconta la storia della città di Salò e del suo territorio dall’età romana, con la sezione archeologica, all’epoca contemporanea della Civica Raccolta del Disegno di Salò, passando per i secoli della dominazione veneziana e per sezioni scientifiche come quella dedicata all’Osservatorio Meteo Sismico e alla Collezione anatomica del dottor Giovan Battista Rini. Dal 2023 ospita la sezione dedicata ai seicento giorni della Repubblica Sociale Italiana, intitolata L’Ultimo Fascismo (1943 – 1945).

INGRESSO Intero 9 € – Ridotto 7 € – Ridotto ragazzi 5 € – Gruppo 15-35 persone 7 € – Scuole 5 €

Elenco completo riduzioni e categorie esentate dal pagamento: www.museodisalo.it

ORARI

1 gennaio – 8 marzo 2026: da venerdì a domenica, ore 10 – 18

10 marzo – 04 ottobre 2026 da martedì a domenica, ore 10 – 18 (LUNEDÌ chiuso).

PRENOTAZIONI 0365 20553 | info@museodisalo.it Prenotazioni gruppi: info@museodisalo.it | 3389336451

 

Didascalia foto:

ENRICO BAJ (1924 – 2003)

Senza titolo, s.d.

pastello e acquerello su carta

357×499 mm

Civica Raccolta del Disegno di Salò inv. 000166, acquisito dall’autore nel 1994

Al MuSa dal 21 febbraio al 30 maggio 2026 con la mostra MARTA GOGLIO. Coreografie del contenere

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