Kings of Convenience, il ritorno a Tener-a-mente con un concerto di rara intimità
A dieci anni dal primo incontro con Tener-a-mente un nuovo tutto esaurito al Vittoriale
I Kings of Convenience sono tornati a Tener-a-mente per un’attesissima serata sul palco del Vittoriale, a dieci anni dal loro ultimo concerto al Festival. Davanti a un Anfiteatro completamente sold out, il duo norvegese ha ripercorso il suo repertorio insieme a un trio d’archi, portando sul palco quella dimensione intima e riconoscibile che da sempre caratterizza la loro musica.
Ieri sera Tener-a-mente ha accolto il ritorno dei Kings of Convenience sul palco dell’Anfiteatro del Vittoriale degli Italiani, a dieci anni dall’indimenticato tutto esaurito del 2016. Anche questa volta il pubblico ha riempito ogni posto dell’Anfiteatro, accogliendo Erlend Øye ed Eirik Glambek Bøe accompagnati dal trio d’archi composto da Tobias Hett alla viola, Davide Bertolini al contrabbasso e Naomi Berrill al violoncello, che ha anche aperto il concerto con venti minuti di repertorio solista.
Lo spettacolo è stato preceduto da un ultimo saluto della direzione del Festival e del pubblico alla memoria di Glen Hansard, prematuramente scomparso nelle prime ore di questa mattina.
Sul palco il duo norvegese ha attraversato oltre vent’anni di carriera, alternando i brani che hanno segnato il proprio percorso artistico a momenti più raccolti, in uno spettacolo costruito sull’essenzialità degli arrangiamenti e sull’intreccio delle due voci. La presenza degli archi ha aggiunto nuove sfumature al repertorio, valorizzando la delicatezza delle composizioni senza alterarne l’identità e l’equilibrio.
Le armonie vocali, le chitarre acustiche e gli arrangiamenti essenziali hanno trovato nella cornice del Vittoriale un contesto naturale, accompagnando il pubblico in un concerto capace di restituire tutta la loro cifra stilistica fatta di misura ed eleganza.
Dieci anni dopo il loro primo concerto al Vittoriale, i Kings of Convenience hanno ritrovato il pubblico di Tener-a-mente con la stessa naturalezza che da sempre accompagna la loro musica. Una serata che ha rinnovato un incontro già entrato nella storia del Festival e che ha confermato l’anfiteatro come il luogo ideale per accogliere artisti capaci di costruire un rapporto autentico con il pubblico attraverso la forza delle composizioni.
Foto: ph. Filippo Soncina