Il concerto della Domenica delle Palme
“Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” di Franz Joseph Haydn
“Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” di Franz Joseph Haydn,
una delle pagine più intense della musica sacra europea, torna a risuonare nel tempo liturgico della Domenica delle Palme, in una produzione che intreccia musica, parola e luce, per ricreare la dimensione originaria di esperienza meditativa in un unico percorso di ascolto spirituale e culturale, dedicato alla città di Brescia.
Grazie alla sinergia di valore tra importanti realtà del Territorio, l’Opera di Haydn, che accompagna la Comunità nella celebrazione del cammino verso la Passione e il Calvario, verrà eseguita in due diversi luoghi sacri, simbolo di fede e di comunità: il Duomo Vecchio a Brescia, domenica 29 marzo e la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Travagliato, venerdì 27 marzo.
Domenica 29 marzo uno dei luoghi spirituali più antichi della città di Brescia, si prepara dunque ad accogliere, “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” di Franz Joseph Haydn. La scelta di questo luogo assume un significato particolare: far risuonare in uno spazio che da quasi mille anni custodisce la memoria della Croce, l’opera di Haydn, costruita come meditazione musicale sulle parole pronunciate da Cristo durante la crocifissione.
Quando Franz Joseph Haydn compose, infatti, questa opera per la Santa Cueva di Cadice, la musica faceva parte di un rito nel quale la proclamazione delle parole evangeliche, il silenzio dell’assemblea e l’atmosfera dello spazio sacro preparavano e accompagnavano l’ascolto della partitura. La chiesa veniva completamente oscurata, le pareti e i pilastri velati da drappi neri e un’unica lampada rimaneva accesa al centro della navata. Dopo ogni riflessione sulle sette frasi evangeliche pronunciate da Cristo sulla croce, la parola lasciava spazio alla meditazione musicale.
La musica nasceva quindi all’interno di una forma più ampia, dove suono, parola e percezione dello spazio erano elementi inseparabili.
Riproporre in un luogo sacro questa composizione significa confrontarsi con quella idea originaria e tradurla nel linguaggio del nostro tempo, facendo rivivere la partitura di Haydn nella contemporaneità, senza tradirne lo spirito, ma utilizzando gli strumenti espressivi che oggi permettono di ampliare e rendere percepibile quella esperienza. La presenza di Sua Eccellenza Monsignor Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia, sancisce la sacralità dell’esecuzione “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” in Duomo Vecchio.
Venerdì 27 marzo il progetto troverà, inoltre, la sua prima realizzazione nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Travagliato, in un contesto che possiede una forte identità simbolica e profondamente radicato nella tradizione della Comunità. In quei giorni la chiesa accoglierà, infatti, l’allestimento degli Scaloni, la monumentale struttura lignea che occupa il presbiterio e l’abside e che, nella tradizione rappresenta simbolicamente la scala che unisce la terra al cielo.
“Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” di Franz Joseph Haydn, saranno eseguite dall’Orchestra Filarmonica Gasparo da Salò, diretta dal Maestro Sandro Torriani, con la voce recitante di Luciano Bertoli e la drammaturgia luminosa di Stefano Mazzanti.
Si ringrazia per il patrocinio il Comune di Brescia, il Comune di Travagliato e la Provincia di Brescia; per il sostegno il Consiglio Regionale della Lombardia e Brescia Mobilità.
BCC Agrobresciano sceglie di sostenere questo duplice momento di apertura e di condivisione con il territorio, sia verso la Comunità di Brescia sia verso la Comunità di Travagliato, dove ha recentemente aperto una nuova filiale, nel desiderio di favorire momenti di riflessione ed esperienze condivise, creando opportunità di crescita culturale e morale per tutti coloro che sceglieranno di “mettersi in ascolto”.
Come Banca del Territorio sin dalle origini BCC Agrobresciano, persegue infatti i principi della coesione sociale e della cooperazione, sostenendo sinergie di valore tra Associazioni e Istituzioni, in grado di valorizzare i talenti artistici e i protagonisti dello scenario culturale del proprio Territorio, offrendo loro l’opportunità di restituire alla cultura locale l’intensità e la bellezza che la contraddistingue.
Alessandro Comini, Vice Direttore Generale Vicario di BCC Agrobresciano dichiara:” Dopo l’avventura de “Il Mondo Promesso” del 2025, prosegue la collaborazione con l’Associazione Musicale Gasparo da Salò con un progetto altrettanto ambizioso quanto prezioso per le comunità dove Agrobresciano è presente. Portare l’eccellenza in ambito culturale nei territori che respiriamo è un impegno costante per la nostra banca di credito cooperativo; per questo abbiamo scelto Travagliato, paese dove abbiamo recentemente aperto l’ultima filiale in ordine di tempo, quale prima importante tappa di un doppio impegno che si concluderà nella prestigiosa cornice del Duomo vecchio a Brescia. Un grazie particolare a Don Tino, Parroco di Travagliato, ed al Vescovo di Brescia Monsignor Tremolada per averci permesso di sentirci parte delle Comunità che a loro si affidano spiritualmente e non solo, regalando quello che, siamo certi, sarà non solo un appuntamento culturale, ma un momento di riflessione e dialogo di cui tutti sentiamo il bisogno.”
Il Maestro Sandro Torriani, Direttore artistico di “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” dichiara: “Da sempre la mia ricerca nell’esecuzione delle partiture del passato nasce dal desiderio di farle tornare vive nel presente. La musica dei grandi maestri non è un’immagine da custodire come una fotografia sbiadita dal tempo, ma una verità poetica che continua a parlare con forza anche dopo secoli. Affrontare oggi opere come “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” di Haydn significa cercare di restituire a questa musica la sua dimensione spirituale, più ancora che limitarsi a una ricostruzione filologica. Il compito dell’interprete non è soltanto eseguire la partitura, ma far emergere quella profondità che l’ha generata e permettere alla musica di risuonare con autenticità nella sensibilità contemporanea. Per questo il progetto nasce dall’incontro tra linguaggi diversi. La musica dialoga con la parola e con la luce in una drammaturgia unitaria che cerca di restituire alla partitura di Haydn tutta la sua intensità espressiva e la sua sorprendente attualità.»
Alessandro Orizio, Presidente dell’Associazione Musicale Gasparo da Salò, che ne ha curato la produzione dichiara: “L’Associazione Musicale Gasparo da Salò prosegue nel proprio percorso di valorizzazione della creatività, della cultura e del patrimonio della nostra Provincia.
In questa occasione ha scelto di farlo nel capoluogo, parte integrante e vitale del territorio, nel contesto della Domenica delle Palme, uno degli appuntamenti più significativi del calendario liturgico.
Il concerto si inserisce così in una linea che intende valorizzare le principali ricorrenze religiose, restituendo all’esperienza musicale il suo significato originario di momento condiviso di ascolto e riflessione.
L’iniziativa mette inoltre in luce uno spazio di straordinaria bellezza, il Duomo Vecchio, attraverso un’installazione luminosa originale, Il coro di luci del Maestro Mazzanti, intervento contemporaneo che dialoga con l’architettura e accompagna la musica amplificando il carattere contemplativo della serata.
Il programma richiama una ritualità che affonda le proprie radici nella tradizione della Cattedrale di Cadice del XVIII secolo, dove Le ultime sette Parole di Cristo sulla Croce di Franz Joseph Haydn furono concepite come meditazione musicale per la Settimana Santa. La presenza di Sua Eccellenza il Vescovo conferisce infine alla serata un ulteriore significato di partecipazione e condivisione. “
Il progetto artistico
Questa produzione nasce dal desiderio di restituire “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” alla sua dimensione originaria di esperienza meditativa, nella quale musica, parola e spazio concorrono insieme a costruire un unico percorso di ascolto. Riproporre oggi questa composizione significa confrontarsi con quella idea originaria e tradurla nel linguaggio del nostro tempo.
Il progetto nasce proprio da questa esigenza: far rivivere la partitura di Haydn nella contemporaneità, senza tradirne lo spirito, ma utilizzando gli strumenti espressivi che oggi permettono di ampliare e rendere percepibile quell’esperienza.
Accanto alla musica si inseriscono quindi la parola, che introduce e accompagna la meditazione sulle sette frasi evangeliche, e la luce, che diventa elemento drammaturgico capace di trasformare lo spazio e di dialogare con il percorso emotivo della partitura. Non si tratta di sovrapporre elementi estranei alla musica, ma di ricreare, con i linguaggi del presente, quella dimensione di ascolto immersivo che già apparteneva al progetto originario dell’opera.
In questa prospettiva la tecnologia contemporanea non sostituisce il rito antico, ma ne diventa una traduzione sensibile per il pubblico di oggi, permettendo alla musica di continuare a parlare con forza e attualità.
Accanto alla musica, la partitura di Haydn viene accompagnata dalla parola, affidata all’attore Luciano Bertoli. Le sette parole evangeliche diventano il punto di partenza di un percorso poetico costruito attraverso testi che attraversano secoli di letteratura, dal Medioevo alla poesia contemporanea. Le voci di autori come Fernando Pessoa, Leonardo Sinisgalli, Alda Merini, Giovanni Testori, Mario Luzi e Andrea Zanzotto si affiancano alle antiche visioni del Sogno della Croce e alla laude di Jacopone da Todi. Ne nasce un tessuto di parole che non racconta semplicemente la Passione, ma ne esplora le risonanze più profonde: il dolore, l’abbandono, la fede, la fragilità dell’uomo e il mistero della redenzione.
La dimensione visiva della produzione è affidata alla drammaturgia luminosa di Stefano Mazzanti, light designer e artista visivo che da anni sviluppa una ricerca sulle potenzialità espressive della luce attraverso installazioni e sculture luminose. Per questa produzione Mazzanti utilizza il suo “Coro di luce”, un’installazione composta da colonne luminose alte circa tre metri, dotate di sistemi LED programmabili e disposte nello spazio in relazione all’architettura che le accoglie.
Le colonne circonderanno l’orchestra creando una presenza luminosa che richiama idealmente la funzione di un coro. Come accade nella tradizione musicale, il coro non interviene come protagonista ma accompagna, sostiene e amplifica il discorso principale. Allo stesso modo il Coro di luce avvolge l’esecuzione musicale, seguendone le tensioni e i momenti di sospensione. Il risultato è un ambiente immersivo nel quale suono, parola e luce concorrono a costruire un’unica esperienza sensoriale e meditativa, restituendo alla partitura di Haydn quella dimensione di profondità e di raccoglimento che apparteneva al suo progetto originario.
Il Cast artistico
Luciano Bertoli
Luciano Bertoli, attore e musicista, formatosi al Drama Studio di Milano e al Conservatorio “Venturi” di Brescia, vanta una carriera versatile tra teatro e musica. Ha collaborato con importanti ensemble e istituzioni – tra cui il Trio di Parma, l’Ensemble La Follia e il Coenobium Vocale – esibendosi in rassegne come il Festival Biblico di Vicenza e Le X Giornate di Brescia. Ha curato regie teatrali tra cui “Più di Mille” e “Il Borghese Gentiluomo” e ha collaborato con compositori contemporanei come Boccadoro, Clapasson e Cresta. Ha inciso per Stradivarius, la Radio Svizzera Italiana e per La Scuola Editrice con le Fiabe musicali.
Sandro Torriani
Sandro Torriani è un musicista e direttore artistico. Diplomato in sassofono al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia, ha proseguito gli studi presso i “Civici Corsi” di Jazz di Milano e si è perfezionato in direzione d’orchestra, risultando il primo italiano a conseguire il Licentiate of the Royal Schools of Music in Music Direction – Conducting dall’Associated Board of the Royal Schools of Music di Londra. Ha collaborato come strumentista e direttore in ambito classico, jazz e pop, maturando significative esperienze nel teatro musicale. Insegna Storia della Musica e del Teatro Musicale presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia e, come divulgatore, si impegna nella ricerca e nella scrittura di produzioni originali dove la commistione delle arti, unite in un simbiotico equilibrio, fluiscono in un linguaggio altamente comunicativo, arricchendo così il panorama culturale e artistico contemporaneo.
Stefano Mazzanti
Stefano Mazzanti è light designer, illuminotecnico e artista visivo. Laureato in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo all’Università di Bologna, si è perfezionato in illuminazione architettonica presso la Lighting Academy – Istituto Nazionale di Ottica Applicata di Firenze. Progetta disegni luce per teatro, danza ed eventi in Italia e all’estero. Da anni crea ed espone installazioni e sculture luminose, sviluppando una ricerca basata sulle potenzialità espressive della luce. Accanto all’attività professionale tiene seminari e incontri di formazione dedicati all’illuminazione per lo spettacolo.
Orchestra Filarmonica Gasparo da Salò
Nata all’interno dell’Associazione Musicale Gasparo da Salò, una delle realtà storiche del panorama bresciano, l’orchestra è composta da giovani musicisti under 35 ed è sostenuta dal Ministero della Cultura. Si distingue per la realizzazione di produzioni originali legate alla storia e all’identità del territorio, come i progetti audiovisivi “Il provocatore gentile” e “10’12’’ “, presentato al Teatro Grande di Brescia alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra le più recenti produzioni figurano la “Mass for Peace” di Karl Jenkins e l’opera contemporanea “Il Mondo Promesso”, in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano e l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia. L’orchestra unisce innovazione e tradizione, promuovendo una cultura musicale viva e profondamente radicata nel territorio.