News26/07/2025

Sculture barocche e abiti di Picasso e Capucci alla Casa Musei Zani

Sculture barocche e abiti di Picasso e Capucci alla Casa Musei Zani

Casa Museo Fondazione Paolo e Carolina Zani, 12 settembre – 30 novembre 2025 – Sculture barocche e gli abiti di Picasso, Capucci, Bakst, Pignatelli per Carla Fracci, Roberto Bolle, Rudolf Nureyev.

 

Dall’accostamento di porcellana, bronzo e gesso barocchi e tessuti haute couture nasce la mostra IL FAUNO DANZANTE Arte, Moda, Danza che nella Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani, celebra l’incontro tra moda e scultura, attraverso il fil rouge della danza.

Il progetto, con la curatela di Massimiliano Capella e Cristina Maritano e la collaborazione di Giovanni Carlo Federico Villa e Mario Brancati, raduna quattro esemplari scultorei del Fauno danzante, accanto ad una selezione di costumi di scena ideati da leggendari artisti, couturier e costumisti, da Pablo Picasso a Roberto Capucci, e indossati da miti del balletto mondiale come Carla Fracci, Roberto Bolle e Rudolf Nureyev.

Nella sala dedicata alle temporary exhibitions, il Fauno danzante (1748 ca) delle raccolte torinesi di Palazzo Madama, è il perno a partire dal quale si svolge il racconto della fortuna iconografica di un modello, quello del Satiro con kroupezion, tra i soggetti maggiormente apprezzati dai cultori dell’antichità a cavallo tra sei e settecento.

L’opera, in porcellana dura, fu realizzata su modello di un marmo romano del I secolo a.C. conservato nella Tribuna di Firenze (nucleo originario del Museo degli Uffizi), a sua volta replica di un esemplare ellenistico del II secolo a.C. La scultura – composta da più parti, modellate, cotte e invetriate separatamente, con le giunzioni mascherate da elementi come i bracciali o il serto di rami e foglie che cinge i fianchi – ci riporta alla Firenze di Cosimo III De’ Medici, quando si fece largo la questione della tutela delle opere nella Tribuna, continuamente maneggiate per trarne calchi.

Dopo aver sperimentato la tecnica di produzione di porcellane secondo la tecnica messa a punto dalle manifatture di Meissen, la Manifattura Ginori, fondata nel 1737 dal Marchese Carlo nella tenuta di Doccia di Sesto Fiorentino, alle porte di Firenze, iniziò a tradurre in porcellana bianca e in scala al vero, le statue antiche delle collezioni medicee.

 

PICASSO, CAPUCCI, FRACCI, BOLLE: L’ALTA MODA INCONTRA LA DANZA

L’allestimento permanente della Casa Museo ospita, nell’occasione eccezionale della mostra, una selezione di costumi di scena indossati da star internazionali del balletto – Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Gheorghe Iancu, Alessandra Ferri, Roberto Bolle e Denis Ganio – disegnati da artisti, couturier e costumisti altrettanto leggendari.

In linea col tema che titola la mostra, il percorso ha il suo avvio con i Costumi del Fauno e della Ninfa per L’Après-midi d’un faune (1983) che Léon Bakst – celeberrimo pittore e scenografo russo, creatore delle scene e dei costumi dei Balletti russi di Sergej Djagilev – ideò per Carla Fracci e Gheorghe Iancu. Qualche anno più tardi, nel 1986, le due icone della danza furono vestite da uno dei più grandi stilisti italiani, Roberto Capucci, per il Romeo e Giulietta andato in scena all’Arena di Verona.

La Fracci, icona della danza che nel 1981 aveva già vestito i panni dell’eroina shakespeariana accanto al Romeo interpretato dal leggendario Rudolf Nureyev (in mostra i costumi di Ezio Frigerio e Mauro Pagano per la messa in scena al Teatro alla Scala), nel 1987 torna ad essere con i costumi ideati da Bakst per danzare sulle note de L’Uccello di Fuoco nel film The Balerinas. Del 1989 è il costume di Luisa Spinatelli indossato sempre da Fracci in Nijinsky.

Memorie di giovinezza, mentre del 1990 è quello di Proserpina, firmato Carlo Savi, per l’Orfeo a Palazzo Ducale di Mantova. Padre nobile del Cubismo, Pablo Picasso è l’autore del Costume del Cinese per Parade indossato da Denis Ganio sulle note di Stravinskij.

Roberto Bolle vestì i panni di Luigi XIV, il Re Sole, per mano della costumista Elena Mola, mentre i Costumi di Tatjana per Onegin (1992) sono stati ideati da Pierluigi Samaritani e Roberta Guidi di Bagno per Alessandra Ferri, prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala.

Gli abiti esposti, vere e proprie opere d’arte, provengono dagli archivi di Mario Brancati e della Compagnia italiana Della Moda e del Costume di Milano.

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