News03/04/2026

“Radici e futuro: il filo che non si spezza”

“Radici e futuro: il filo che non si spezza”

Al via le celebrazioni per i trent’anni del Consiglio delle Donne di Bergamo

 

Prendono il via a Palazzo Frizzoni, mercoledì 1° aprile 2026, le celebrazioni per il trentennale del Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo, con l’inaugurazione della mostra “Radici e Futuro: il filo che non si spezza”, un percorso espositivo che racconta le tappe fondamentali dalla sua nascita ad oggi. L’esposizione rappresenta il primo appuntamento di un programma di iniziative che si svilupperà nel corso dell’anno, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza il valore di trent’anni di partecipazione femminile e di contributo alle politiche pubbliche locali.

Nato il 1° aprile 1996, il Consiglio delle Donne si è progressivamente affermato come spazio di rappresentanza e confronto, capace di portare il punto di vista delle donne all’interno delle istituzioni, contribuendo alla definizione di politiche e strumenti orientati alla valorizzazione delle diversità e all’inclusione. Nel corso degli anni, il suo lavoro ha accompagnato trasformazioni significative del contesto urbano e sociale, affrontando temi quali il lavoro femminile, l’organizzazione dei tempi e orari della città, la violenza di genere, la presenza delle donne nello spazio pubblico.

La mostra “Radici e Futuro: il filo che non si spezza” nasce con l’intento di sistematizzare e rendere accessibile questo patrimonio, traducendo documenti, ricerche ed esperienze in un percorso espositivo che mette in relazione memoria e prospettiva. Il titolo richiama la continuità di un impegno che, nel tempo, ha connesso generazioni diverse e ha contribuito a costruire un metodo di lavoro fondato su relazioni, confronto e responsabilità condivisa.

Il percorso espositivo ripercorre alcune tappe significative di questa evoluzione: dalla fase di avvio e definizione del ruolo istituzionale, al consolidamento come interlocutore riconosciuto, fino alla maturità espressa attraverso attività di ricerca, progettazione e divulgazione. Il trentennale rappresenta inoltre un momento di rilancio, segnato dalla nuova Carta dei Principi e dei Valori, che pone al centro partecipazione, diritti, cura e formazione.

Accanto alla dimensione storica, la mostra evidenzia i risultati concreti prodotti nel territorio, tra cui la nascita dei centri antiviolenza Aiuto Donna e La Melarancia, lo sviluppo della toponomastica femminile e l’introduzione del tema della cura all’interno degli strumenti di pianificazione urbana. In questo quadro, la politica di genere emerge come prospettiva trasversale, capace di incidere sulla qualità della vita e sull’organizzazione della città nel suo complesso.

Trent’anni fa, la nostra città compiva un atto di lungimiranza istituzionale, creando un organismo plurale e trasversale capace di integrare la voce delle donne nelle politiche cittadine: oggi comprendiamo che quel “filo” non è stato solo una “metafora”, ma un legame solido che ha unito generazioni diverse in un impegno comune.

«Il Consiglio delle Donne è da trent’anni un laboratorio di cittadinanza attiva: celebrare questo anniversario significa non solo guardare a ciò che è stato fatto, ma ribadire l’importanza di un organismo plurale che continua a essere punto di riferimento per le politiche di genere della città. L’eredità più importante è la continuità: ogni generazione non riparte da zero, ma trova un metodo, una rete e una storia su cui innestarsi». Viviana Milesi, presidente del Consiglio delle Donne.

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