“Officine del futuro”
Le “Officine del futuro” aprono il dialogo tra università, imprese e territorio
Prende il via oggi la sesta edizione di Bergamo Next Level, la rassegna dell’Università degli studi di Bergamo che fino al 17 aprile mette in connessione ricerca, imprese, istituzioni e cittadinanza sui grandi temi della trasformazione economica e sociale. Un laboratorio diffuso di idee e pratiche che, sotto il titolo “Officine del Futuro. Connessioni e sinergie di sperimentazione nell’ecosistema territoriale”, accende il confronto sulle traiettorie di sviluppo del territorio.
Dopo la giornata inaugurale, il programma entra nel vivo giovedì 16 aprile con un focus di taglio economico dedicato al cuore produttivo bergamasco: la manifattura. In un contesto segnato da transizione tecnologica, sostenibilità e instabilità globale, l’industria manifatturiera torna al centro del dibattito come leva strategica per la competitività e la coesione sociale. In questo scenario, i dati più recenti (fonte Camera di Commercio Bergamo) delineano un quadro articolato per il sistema produttivo locale: il 2025 si è chiuso con una produzione industriale sostanzialmente ferma a Bergamo (-0,2%), in miglioramento rispetto alle flessioni degli anni precedenti, mentre l’artigianato manifatturiero ha mostrato una dinamica decisamente più vivace (+3%). Anche l’ultimo trimestre conferma questa doppia velocità, con un +0,4% per l’industria e un +3,4% per l’artigianato rispetto allo stesso periodo del 2024.
Un andamento che riflette da un lato le difficoltà di un comparto industriale esposto alle incertezze dei mercati internazionali e alle tensioni commerciali, dall’altro la maggiore flessibilità e capacità di adattamento delle imprese artigiane. Due gli appuntamenti chiave della giornata. La conferenza “Manifattura oggi: sfide e opportunità” riunirà presso la Sala dell’Orologio di Palazzo della Libertà (Piazza della Libertà, 7, Bergamo) alle ore 15 rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e industriale per analizzare il ruolo delle tecnologie innovative e i nuovi modelli di cooperazione necessari ad affrontare le sfide attuali. Dalla dimensione europea e globale alle politiche nazionali per l’innovazione industriale, fino alle strategie regionali e locali, l’incontro offrirà una lettura articolata delle prospettive del manifatturiero, settore sempre più centrale per garantire benessere e sicurezza nelle economie contemporanee. A trarre le conclusioni sarà Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia.
«Lo sviluppo delle competenze nei settori tecnologici emergenti richiede sempre più integrazione tra formazione, ricerca e innovazione», sottolinea Francesco Svelto, vicepresidente CNR e consigliere di amministrazione Chips-IT, evidenziando come la carenza di talenti e la crescente complessità delle infrastrutture spingano verso “un cambio di passo” e la nascita di ecosistemi dell’innovazione capaci di concentrare risorse e competenze. Un’evoluzione che ridefinisce anche il ruolo dell’università: «Non deve essere solo luogo di formazione e ricerca, ma attore dell’ecosistema territoriale e dell’innovazione», afferma Gianluca D’Urso, direttore del Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’Informazione e della Produzione di UniBg. In uno scenario segnato da difficoltà nel reperimento di personale e trasformazioni demografiche, «automazione e intelligenza artificiale non riducono la capacità assunzionale, ma impongono un aggiornamento continuo delle competenze e una maggiore integrazione tra formazione e bisogni delle imprese», sempre più orientate verso “figure ibride e flessibili”.