“L’antidoto” di Claudio Cerasa.
Il direttore del Foglio Claudio Cerasa presenta a Bergamo il suo ultimo libro: “L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo”
Il 26 marzo alle ore 18, nella sala Alabastro del Centro Congressi Giovanni XXIII, il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa presenta il suo nuovo libro, “L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo” nell’ambito delle iniziative volute dal Circolo Matteotti di Bergamo.
A dialogare con lui saranno gli ex ministri Maria Elena Boschi e Angelino Alfano, l’europarlamentare Giorgio Gori; modera il direttore del Corriere della Sera del dorso di Milano Marco Castelnuovo.
Ingresso gratuito, previa prenotazione sul sito Eventbrite al link: https://www.eventbrite.com/e/lantidoto-di-claudio-cerasa-presentazione-a-bergamo-tickets-1985221615292?aff=oddtdtcreator
Il volume nasce come strumento di reazione culturale: un invito a guardare il presente con occhi diversi, a mettere in discussione la narrazione dominante del declino e a riscoprire le ragioni concrete per guardare al futuro con fiducia. Nelle parole dell’autore, si tratta di “un tentativo di cambiare le vostre giornate e il vostro sguardo”, di “combattere una falsa verità che avvolge con cupezza la nostra esistenza”.
Attraverso nove capitoli, Cerasa smonta i principali dogmi del pessimismo contemporaneo: dal meccanismo mediatico che privilegia le cattive notizie, alla cosiddetta “ecoansia” che l’autore ritiene in parte costruita da una narrazione ideologica della paura; dal senso di colpa dell’Occidente — trasformatosi, a suo avviso, da forza critica in “cortocircuito patologico” — alla sfiducia generata dalla gogna mediatica e giudiziaria. Spazio anche alla difesa della globalizzazione, alle opportunità dell’intelligenza artificiale e a una lettura alternativa dei risultati europei, troppo spesso raccontati solo attraverso le crisi.
Il filo conduttore è l’ottimismo ragionato: una postura intellettuale che Cerasa rivendica con forza in un’epoca in cui — sostiene — “viene considerato non solo uno scandalo, ma un’eresia”. Eppure, conclude l’autore, “non vi è stato un momento migliore di questo per essere ottimisti sul futuro”.
Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo. «Qualsiasi tentativo di essere ottimisti, oggi, viene considerato non solo uno scandalo, ma un’eresia, una negazione irresponsabile del nuovo dogma dominante: la cultura dello sfascio.» Silvio Berlusconi Editore.
Prezzo cartaceo: € 19
224 pagine
È ora di ribellarsi, no? Nel dibattito pubblico degli ultimi anni è emersa una narrazione perversa che tende a interpretare il presente e il futuro attraverso una lente rigidamente catastrofista. Crisi mondiali, tensioni geopolitiche, apocalissi ambientali e un crescente senso di disillusione occidentale vengono spesso presentati come segnali di un declino inarrestabile, riducendo la complessità del reale a un racconto unico e privo di alternative, fondato più sulle percezioni che sui fatti.
In questo libro, Claudio Cerasa smonta i dogmi del pessimismo contemporaneo e analizza i meccanismi che lo alimentano: dall’uso del rancore nel dibattito pubblico alla gogna mediatica, dalle letture distorte della globalizzazione ai sospetti preventivi sull’intelligenza artificiale. E mostra come la frattura ideologica decisiva oggi non sia più fra le tradizionali forze politiche, ma fra chi riconosce nel progresso un motore di libertà e sviluppo – e riesce ancora a ricordarsi del bicchiere mezzo pieno – e chi invece il progresso lo combatte in nome di una presunta purezza morale, alimentando l’industria dell’allarmismo universale.
Ormai il quadro è evidente: non si può parlare bene dell’Occidente, della tecnologia o del futuro senza rischiare di essere considerati eretici insensibili ai mali della modernità. Ma accettare che una società si fondi sul pessimismo significa creare un terreno fertile per chi, in politica e non solo, vive di risentimento, gioca con le paure e strumentalizza l’agenda del catastrofismo, scommettendo sul mondo percepito e rifiutandosi di fare i conti con una verità difficile da negare: la forza del bicchiere mezzo pieno. L’antidoto è un appello all’ottimismo ragionato: l’unica difesa credibile per le democrazie occidentali e l’unico metodo capace di distinguere tra la realtà dei dati e le distorsioni prodotte dall’amplificazione virale.