Deborah Compagnoni e Damiano Grasselli a Bergamo
Due appuntamenti con il Public Program di FUORIPISTA. arte, sport e inverno, la mostra di gres art 671 a Bergamo dedicata agli sport invernali, con uno sguardo che spazia tra l’arte, il design, l’architettura e la ricerca.
Giovedì 20 novembre, ore 19.00
IL GRANDE SLALOM. Incontro con Deborah Compagnoni
Appuntamento gratuito, su prenotazione fino a esaurimento posti: https://ticket.gresart671.org/acquisto/evento.aspx?ID=9348
La storia di una delle più grandi campionesse, oggi icona dello sport: Deborah Compagnoni – tre ori olimpici e un argento in tre diverse edizioni dei Giochi, tre titoli mondiali e una Coppa del Mondo in Slalom Gigante – ripercorrerà le tappe salienti della sua carriera. Dai successi memorabili alle sfide segnate dagli infortuni fino alla resilienza che l’ha resa una leggenda dello sci alpino.
Il talk offrirà anche uno sguardo sul suo impegno attuale, tra progetti legati agli sport invernali, il ruolo di Ambassador delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 e l’attività sociale con la sua associazione “Sciare per la Vita” ODV.
Da gres art, una serata per incontrare da vicino una figura simbolo dello sport italiano, capace di ispirare con la sua esperienza e il suo percorso.
Venerdì 21 novembre, ore 20.30
L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra
uno spettacolo di e con Damiano Grasselli di Teatro Caverna, tratto dall’omonimo libro di Gigi Riva
Appuntamento gratuito, su prenotazione fino a esaurimento posti:
https://ticket.gresart671.org/acquisto/evento.aspx?ID=9271
Gigi Riva, giornalista e scrittore bergamasco, è stato a lungo inviato nei Balcani durante gli anni 90, dove ha avuto modo di seguire i conflitti in corso e di conoscerne i protagonisti. A distanza di anni, nel 2016, scrive L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e guerra, in cui ricostruisce la vicenda di un evento che non fu soltanto sportivo, ma che contribuì a contrassegnare il destino di un popolo. Nella tragica e violenta dissoluzione della Jugoslavia, infatti, un calcio di rigore divenne il simbolo dell’implosione di un intero Paese. A commettere il fatidico rigore sbagliato fu Faruk Hadžibegić, capitano dell’ultima nazionale del paese unito, il 30 giugno del 1990 a Firenze, contro l’Argentina di Maradona.
Damiano Grasselli mette in scene uno spettacolo basato su fatti drammaticamente reali, facendo luce su come, in generale nella storia, si senta sempre la necessità di trovare un capro espiatorio.
Gli incontri sono promossi da Fondazione Pesenti, con il supporto di Italmobiliare.