Da Vittorio: 60° anniversario
Il 21 Luglio più di 1.000 ospiti hanno festeggiato, insieme alla famiglia Cerea, i primi sessant’anni del ristorante da Vittorio
La famiglia Cerea ha scelto di celebrare l’anniversario dei suoi 60 anni trasformando i valori che ne hanno costruito il successo in un’esperienza contemporanea di gioia, condivisione e riconoscenza. Bruna, Chicco, Francesco, Bobo e Rossella Cerea hanno voluto festeggiare – circondati da istituzioni, amministrazioni locali, colleghi, amici e stampa – un momento speciale per il ristorante, cogliendo anche l’occasione per ringraziare la “grande famiglia allargata” che ha contribuito e continua a rendere Da Vittorio un emblema della cucina e dell’ospitalità italiana nel mondo: gli oltre 1200 collaboratori, i fornitori e tutti i preziosi ingranaggi che fanno funzionare un meccanismo del gusto unico e identitario nel panorama gastronomico mondiale.
L’evento si è sviluppato lungo i principali spazi della tenuta della Cantalupa: dal dehor del ristorante all’eliporto, dal DaV Cantalupa e dalla piscina fino all’area tennis, con un racconto che ha permesso agli ospiti di vivere la serata lasciandosi guidare dai sapori delle oltre 40 isole gastronomiche presenti, ma anche dalla musica, dall’atmosfera e dalle performance che hanno evocato momenti salienti della nostra evoluzione culturale e stilistica.
In una commistione di passato, presente e futuro, La Filarmonica di Milano ha reinterpretato alcune delle pagine più iconiche della musica internazionale in chiave orchestrale contemporanea; il quartetto vocale Incanto ha proposto un repertorio di tecnica vocale che spaziava dal classico al pop; Asia Tromler, danzatrice e artista aerea, si è esibita in una suggestiva performance che ha fatto tirare il naso all’insù a tutti i partecipanti, creando un dialogo armonioso tra musica, movimento e scenografia; Jazz Becker, DJ e producer dallo stile raffinato e internazionale, ha portato invece i ritmi sincopati dell’elettronica per un viaggio nel futuro.
Ma non c’è compleanno senza torta e, per l’occasione, i Cerea hanno voluto condividere con gli ospiti una gigantesca Torta Pacchero, il dolce creato dal team di pasticcieri di Da Vittorio per l’anniversario (capitanati dal pastry chef Simone Finazzi e dal maître chocolatier Davide Comaschi) e proposto un brindisi ai prossimi sessant’anni insieme.
“Durante una serata ricca di cose belle da vedere e piatti buoni da mangiare, c’è stato un momento preciso in cui il mio pensiero è andato a Vittorio che, mio malgrado, non ho avuto il privilegio di conoscere a dispetto, invece, di quanto avvenuto con i suoi figli… In quel preciso istante, quello del saluto – timido ma assolutamente autentico – della famiglia Cerea ai tantissimi ospiti accorsi per festeggiarli, mi sono detto: chissà con quale gioia, con quale orgoglio e con quale commozione, Vittorio li starà ammirando da lassù.
Se è vero che a lui e l’amata Bruna va riconosciuta l’intuizione di aver posato la prima ‘pietra’ rilevando il vecchio ristorante Roma, in Viale Papa Giovanni a Bergamo, ai figli spetta certamente il plauso di averlo fatto diventare un impero culinario che continua a dettar legge nel mondo della gastronomia. Come Vittorio e Bruna hanno avuto il coraggio e la forza di aspirare a qualcosa di grande, di guardare oltre, di spostare la prospettiva gastronomica delle Alpi orobiche al mare, i figli Chicco, Francesco, Bobo e Rossella non sono stati da meno, ampliandone gli orizzonti e ridisegnandone i confini.
Ecco in quegli occhi lucidi e nostalgici che mi sono immaginato, non c’era tanto l’enorme stima professionale per i lusinghieri traguardi professionali conseguiti dai suoi cari quanto piuttosto la gioia e la fierezza di un marito e di un padre che, da lassù, sulla collina della Cantalupa dove intuì fosse giusto trasferire il ristorante nel 2005 (anno che tristemente ne sancì la sua prematura scomparsa), osserva orgoglioso una famiglia unita, capace di fare squadra, di remare dalla stessa parte. Una famiglia fatta di persone prima di tutto che, sia pur con sacrificio e dedizione, hanno portato avanti con grande orgoglio il suo sogno restando ciò che sono sempre state: umili, autentiche e grate”.
Tommaso Revera