Centenario del Tridente Maserati e di Maria Teresa De Filippis
Scuderia Blu Maserati rende omaggio alla prima donna in Formula 1 e ai cento anni del Tridente Maserati: un percorso tra fotografia, cultura automobilistica e l’eredità di un’emancipazione scritta in pista.
Scuderia Blu Maserati ha reso omaggio a un doppio traguardo storico: il centenario del simbolo del Tridente e i cento anni dalla nascita di Maria Teresa De Filippis. Presso lo spazio Daste, il racconto della prima donna capace di conquistare la Formula 1 si è intrecciato con l’eccellenza meccanica modenese, in un evento curato da Scuderia Blu Maserati. L’iniziativa ha ricostruito una storia fatta di coraggio, indipendenza e determinazione che ha legato indissolubilmente il nome della pilota alla Casa del Tridente.
L’evento ha visto l’allestimento di un’esposizione fotografica dedicata a questa donna pionieristica, nata a Napoli nel 1926 e scomparsa a Scanzorosciate nel 2016, capace di incarnare già negli anni ’50 un’idea di libertà estremamente attuale. Attraverso gli scatti e la testimonianza portata dal marito Theodore Huschek, il progetto ha offerto agli ospiti una riflessione profonda sul tema dell’emancipazione, mettendo in luce i valori che uniscono De Filippis e Maserati: lo sguardo rivolto lontano, la forza di emergere in un mondo che non prevedeva la presenza femminile e il coraggio di essere la prima a gareggiare nella massima categoria automobilistica. Per Maria Teresa, la guida era una possibilità attraverso cui esprimere grinta e controllo; da un lato la precisione e il lavoro di squadra del marchio, dall’altro uno spirito indipendente capace di scegliere la propria direzione senza compromessi.
Laura Parolini, Responsabile Marketing Scuderia Blu Maserati, ha sottolineato: “Siamo molto orgogliosi di festeggiare il centenario del Tridente e i cento anni dalla nascita di Maria Teresa De Filippis: due storie di audacia, velocità ed eleganza. In un’epoca in cui per le donne era difficile affermarsi, l’incontro tra Maserati e De Filippis è diventato un simbolo di emancipazione femminile: una Maserati che diventa icona di libertà.”
La storia ufficiale del marchio ha cambiato volto nell’aprile del 1926, quando il Tridente ha fatto il suo esordio ufficiale sul cofano della Tipo 26 guidata da Alfieri Maserati alla Targa Florio. Mario Maserati, l’unico dei fratelli dedito alle arti visive, ha tratto ispirazione dalla Fontana del Nettuno di Bologna per disegnare un logo capace di esprimere vigore e appartenenza. Quella prima vittoria di classe ha segnato l’inizio di una tradizione agonistica leggendaria, che ha visto il marchio trionfare in due edizioni consecutive della 500 Miglia di Indianapolis, conquistare nove vittorie in F1 e il Campionato del Mondo nel 1957 con Juan Manuel Fangio. Un simbolo nato in pista per competere e vincere, oggi celebrato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con un francobollo ordinario che ne riconosce il valore di eccellenza globale in oltre 70 mercati internazionali.
Pochi decenni dopo quel debutto leggendario, lo stemma ha accolto il talento di Maria Teresa De Filippis. Entrata nel mondo delle gare quasi per sfida nel 1948, a soli 22 anni ha vinto la sua prima gara, la Salerno-Cava de’ Tirreni, battendo i colleghi uomini nella categoria Turismo. Nel biennio 1953-1954 ha condotto la sua Osca 1100 alla vittoria alla 12 Ore di Pescara e al Trullo d’Oro, ma è stato il 1955 a segnare il passaggio definitivo a Maserati con la 2000 A6GCS. Di quella vettura, Maria Teresa ricordava: “Era la macchina con la quale mi sentivo di poter fare qualsiasi cosa… e la facevo”. Proprio con la A6GCS ha stabilito nella Catania-Etna un record assoluto di ascesa rimasto imbattuto per tre anni, chiudendo il campionato di categoria al secondo posto assoluto.
Il legame con Maserati è stato il simbolo della sua intera carriera e della sua autonomia. Nel 1958, al volante di una Maserati 250F privata, è diventata la prima donna nella storia a qualificarsi e correre in Formula 1. In un’epoca priva di sponsor, ha dimostrato una volontà ferma provvedendo personalmente all’acquisto della propria monoposto, una delle auto più iconiche e tecnicamente avanzate del mondo. Proprio su quella 250F, Maria Teresa si è guadagnata sul campo il rispetto di avversari come Juan Manuel Fangio, che l’ha soprannominata affettuosamente “Pilotino”. Velocità, eleganza e audacia sono diventate così un linguaggio comune, unito a ciò che rende ogni impresa autentica: le risate, la passione e la determinazione di chi si è sentita dire troppe volte di rallentare. Maria Teresa, invece, ha scelto di non fermarsi mai.
Elisa Weltert, General Manager South Europe di Maserati, ha aggiunto: “Il 2026 è l’anno in cui ricordiamo i cento anni del Tridente disegnato da Mario Maserati. Quest’anno tutti i nostri eventi hanno questo cappello. Siamo particolarmente legati a Maria Teresa De Filippis, la prima donna che ha gareggiato in F1 con audacia e passione, valori tipici di Maserati.”
Questa eredità di sportività e raffinatezza continua a definire l’anima di Maserati nella sua “Nuova Era”. Il Tridente si è evoluto preservando la propria identità storica, restando un punto di riferimento nell’industria automobilistica mondiale per la capacità di unire l’innovazione tecnologica derivata dalle corse a una personalità unica. Celebrare questo doppio centenario ha significato onorare una tradizione che non rallenta mai, fondata sulla missione di scrivere il futuro della mobilità di lusso senza mai tradire le proprie radici nella Motor Valley. Maria Teresa De Filippis e Maserati hanno dimostrato che l’audacia di una donna e la precisione di un motore possono aprire strade di libertà che prima non esistevano. È la storia di un’icona forgiata in pista e di una passione che continua a correre: cento anni di orgoglio e visione, con il piede sempre sull’acceleratore.
