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Bergamo meno colpita grazie agli anticorpi

02/11/2020 | Bergamo

stata travolta, si rialzata, ha lottato e ripreso a vivere. L'hanno ribattezzata la Wuhan d'Europa. Vengono ancora i brividi. Ora per Bergamo soffre il ritorno del Covid meno di molte altre citt italiane. tra quelle col minor incremento percentuale di casi.

Ci si ammala meno. Il numero di pazienti in terapia intensiva non minimamente paragonabile a quello di marzo e aprile. Si sviluppata l'immunit di gregge? Ci stiamo pensando, anche se non semplice dimostrarlo, ci dice la dottoressa Ariela Benigni, segretario scientifico dell'Istituto "Mario Negri" di Milano e coordinatrice delle Ricerche della sede di Bergamo e Ranica. Per diciott'anni stata a capo del dipartimento di Medicina Molecolare. I dati della nostra ricerca su Bergamo e provincia sono molto interessanti.

La popolazione ha sviluppato in massa gli anticorpi?
Il 38%. Ma attenzione: un dato parziale.

Cio?
la situazione di maggio: verosimile che oggi la percentuale sia ancora pi alta.

Quante persone avete testato?
Cinquecento, d'et per lo pi compresa tra i 35 e i 55 anni. In piccoli gruppi della Val Seriana, che per sono troppo ridotti per fare statistica, gli anticorpi li hanno quasi 6 persone su 10. E ora a questi dati vanno a sommarsi quelli provenienti dagli studi sui linfociti "T" della memoria attorno a cui c' molta enfasi.

Cosa sono?
Cellule presenti nell'organismo in grado di reagire a questo Coronavirus. Riconoscono nel Covid-19 piccole porzioni di virus con cui sono venute a contatto in passato.

Ci spieghi.
Quando veniamo attaccati da un virus, pensiamo a quello dell'influenza, l'organismo sviluppa una risposta nei suoi confronti, ma quello specifico virus potrebbe avere delle sequenze comuni ad altri virus, come l'attuale Corona. In sostanza quando i linfociti della memoria si imbattono in virus in parte gi conosciuti li attaccano. Se sommiamo questa risposta immunitaria alla presenza di anticorpi contro il Covid, quel 38% iniziale di Bergamo arriva circa al 60.

Si pu dire che queste persone sono immunizzate?
No: meglio dire che sono persone che rispondono al virus.

Come si arrivati alla scoperta dei linfociti "T"?
Il primo studio svedese, del "Karolinska Institutet" di Solna. Poi anche altri istituti europei hanno dimostrato l'esistenza e il funzionamento di queste cellule. Ci tengo a sottolineare che i linfociti della memoria rappresentano un sistema d'allerta importante anche nei confronti dei prossimi Coronavirus.

Quello di oggi lo stesso di mesi fa?
No. Sta circolando un ceppo spagnolo. Si diffonde molto ma meno patogeno. Non corretto affermare che meno severo, ma d una malattia pi leggera. Non in tutti per: sopra i 70 anni comunque complicata.

Come si fa a certificare la provenienza del ceppo di un virus?
Prima si mette a confronto l'Rna iniziale con quello attuale. Com' era composto e com' cambiato. Accertato che il virus mutato si consulta la letteratura scientifica e si comparano le sequenze. Quella spagnola combacia con quella che si sta diffondendo maggiormente in Italia. dal confronto che si comprende la provenienza, com' successo a febbraio col ceppo di Wuhan.

Ora chi pi esposto al contagio?
Stando alla casistica i ragazzi tra i 20 e i 29 anni

Dopo 7 mesi non lo abbiamo ancora capito: chi ha gi contratto il virus pu riprenderselo?
Bisogna essere chiari: non lo sa nessuno con certezza. Per in letteratura i casi di reinfezione sono pochi. Da ci si evince che una copertura dovrebbe esserci, bisogna capire quanto dura. I nostri studi dimostrano che molti di quelli che hanno contratto l'infezione durante la prima ondata hanno ancora gli anticorpi. Molti, non tutti, lo sottolineo. Pu essere che chi ha preso la malattia in forma grave abbia sviluppato anticorpi pi duraturi. La gente per deve sapere che i casi di recidiva sono davvero rari: questo s, si pu dire.



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