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MarteS - Museo d'Arte Sorlini

31/03/2018 | MarteS - Museo d'Arte Sorlini, a Calvagese della Riviera

Apre il 31 marzo a Calvagese della Riviera (Bs), nell'entroterra del lago di Garda. Oltre 180 dipinti, principalmente veneziani e veneti, tra il XIV e il XIX secolo dalle tavole con fondo oro tre e quattrocentesche alle grandi tele dei Maestri del Settecento

Il 31 marzo apre al pubblico il MarteS - Museo darte Sorlini di Calvagese della Riviera (frazione Carzago), deliziosa localit dellimmediato entroterra del lago di Garda. Il museo arricchir in modo significativo la proposta museale del Garda. Vi sono esposti 154 dipinti raccolti dallimprenditore bresciano Luciano Sorlini (1925-2015) in oltre cinquantanni di appassionate ricerche. Ad essi si affiancano altre opere di propriet degli eredi, per oltre 180 dipinti, dalle tavole in oro trecentesche alle grandi tele dei Maestri del Settecento veneziano. Si tratta di un nucleo di quadri per lo pi di grandi dimensioni - rappresentativi della pittura veneta e veneziana dal XIV al XIX secolo, a cui si accostano opere di importanti autori lombardi.

La collezione Sorlini votata al Settecento veneziano. Ai nomi di Tiepolo, Ricci, Guardi, Canaletto, Rosalba Carriera si affiancano quelli di pittori non cos noti, ma fondamentali per lo sviluppo delle arti figurative della Serenissima: Pittoni, Diziani, Molinari, Bellucci, Fontebasso. Impreziosiscono questa straordinaria pinacoteca privata, ora aperta al pubblico, anche opere di Giovanni Bellini, Bramantino, Savoldo, Padovanino, Celesti, Giuseppe Bernardino Bison, Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Palma il Vecchio.

Sede del museo un tipico ed articolato palazzo bresciano seicentesco, un tempo residenza di Luciano Sorlini ed ora sede della Fondazione che ne porta il nome. Lallestimento, suddiviso in 14 sale espositive, per un totale di 1.000 mq, consente ai visitatori di comprendere levoluzione della sensibilit collezionistica dellimprenditore e di ammirare opere straordinarie. Avvicinatosi allarte veneziana del Settecento, dovendo arredare alcuni edifici di sua propriet di particolare importanza - come il palazzo veneziano Grimani Marcello Sorlini sul Canal Grande e il Castello Grimani a Montegalda Vicentina, oltre a Palazzo Sorlini di Carzago - Luciano Sorlini form infatti il suo raffinatissimo gusto frequentando i pi importanti antiquari e scegliendo personalmente i dipinti che amava collocare negli ambienti delle proprie case.

Amava la pittura del Settecento veneziano e soprattutto la pittura di figura: gioiose scene mitologiche, episodi tratti dal Vecchio Testamento. Totalmente assente la natura morta, non numerosi i ritratti, ai Vedutisti prefer il paesaggio in senso lato. E quindi la pittura luminosa, allegra e dai toni squillanti che piace di pi a Luciano Sorlini, specialmente nella prima fase delle sue ricerche.

E dalla fine degli anni Novanta che si avverte un cambiamento, quando cio giungono nella collezione opere apparentemente inaspettate: la Madonna di Giovanni Bellini (Venezia 1430-1516) il caso pi eloquente. Si tratta di un dipinto di alta epoca, di un prestigioso autore, davanti al quale Luciano Sorlini ebbe un soprassalto, motivato anche dalla possibilit di poterla acquisire. Altro colpo eccezionale fu lacquisto del ciclo di 6 grandi teleri di Gianantonio Guardi (Vienna 1699-Venezia 1760) raffiguranti le Storie di Giuseppe ebreo, gi arredo di Palazzo Grassi, poi di propriet del principe Lutormirski e ora a Calvagese, presso il MarteS.

Nel 2000 Luciano Sorlini istitu la Fondazione che porta il suo nome, alla quale affid il compito statutario di riunificare a Carzago la collezione suddivisa nelle sue tre diverse dimore. Spentosi nel 2015, affid ai figli Cinzia, Silvia, Stefano, ai nipoti Giulia, Angelica, Luigi e alla Fondazione il compito di istituire un luogo da aprirsi al pubblico in grado di conservare, valorizzare e condividere le opere raccolte con tanto interesse e passione. Nasce cos, nel palazzo di Calvagese, il MarteS.
Accanto allarte, laltra grande passione di Luciano Sorlini fu il volo: nel 1956 ottenne addirittura, primo pilota civile non professionista in Italia, labilitazione al volo strumentale, che consente di volare in assenza di visibilit su aerei opportunamente strumentati. Si appassion al restauro degli aerei storici: attualmente gli aerei, dislocati nelle aviorimesse di Calvagese e Ceresara, sono di propriet della figlia Silvia che, insieme al marito Giovanni Marchi, li mantiene volanti.

Il percorso espositivo

Le opere sono esposte per gruppi tematici ospitati in 14 ambienti, nellintento non solo di poter presentare al pubblico i dipinti, ma anche di poter raccontare levoluzione della collezione e le mutazioni del gusto di Luciano Sorlini. Lallestimento di Stefano Lusardi, Conservatore del Museo. Rispetto alle scelte iniziali, connesse soprattutto alla pittura veneziana del XVIII secolo, Luciano Sorlini affin sensibilmente il proprio istinto, che lo guid nella scelta di dipinti non pi solamente veneziani. E il caso dei due straordinari fondi oro, uno del trecentesco artista noto come Maestro di Panzano, laltro di Gherardo Starnina. Sorprendenti la tavola del pittore ferrarese del Cinquecento Ludovico Mazzolino e il capolavoro assoluto di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698-1767) raffigurante la Vecchia contadina.

La Galleria lambiente pi scenografico ed esibisce opere del Settecento veneziano, fra cui Venere soccorre Adone morente di Sebastiano Ricci (1659-1734), il Cristo e la Samaritana di Giandomenico Tiepolo (1727-1804), lAngelo della Fama di Giambattista Tiepolo (1696-1770). Tre eccezionali lampadari veneziani in vetro colorato rendono questo grandioso ambiente di particolare impatto, anche grazie ad alcuni significativi arredi lignei, come la console con specchiera e seggiole veneziani in legno laccato azzurro, realizzata nel Settecento per la famiglia Dolfin. Perfettamente funzionante lorologio da tavolo italiano del periodo Luigi XV, proveniente da Palazzo Sorlini sul Canal Grande.

La Stanza di Pietro e Alessandro Longhi espone ritratti e opere di genere (come le due tele raffiguranti Lallegra compagnia e La polenta) di Pietro Longhi, ritratti eseguiti dal figlio Alessandro e due opere di Jacopo Amigoni (Napoli 1682-Madrid 1752): lImmacolata Concezione e il Ritratto del Marchese de La Ensenada, gi di propriet del pi famoso cantante lirico settecentesco della storia, Carlo Brioschi detto Farinelli.

La Saletta dei paesaggi racchiude tele di Marco Ricci, Canaletto, Zais, Luca Carlevarjs e un gruppo di opere di Giuseppe Bernardino Bison (1762-1844), a conferma della fortuna che il genere del paesaggio veneziano di matrice settecentesca godette anche nel XIX secolo.

Nella Stanza della pittura del Seicento sono esposte le opere di alcuni dei maggiori artisti veneziani del periodo barocco fra cui la straordinaria tela di Andrea Michieli detto il Vicentino (1542 circa-1618) raffigurante Il Corteo della Dogaressa Morosina Morosini Grimani proveniente dal Castello Turn Und Taxis di Duino presso Trieste.

Nel grande Salone di Diana esposto un raro telero di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, gi presso il Palazzo Arconati Visconti a Milano, raffigurante Diana scoperta da Atteone, a cui si accosta, per medesimo soggetto iconografico, la Diana di Gaspare Diziani che ben figurava nel Salotto Rosso del palazzo veneziano dei Sorlini. In questo vasto ambiente sono collocate opere di grandi dimensioni del Sei e Settecento come la pala con la Madonna del Carmelo di Antonio Balestra (1666-1740) affiancata da unopera di carattere mitologico dello stesso artista e raffigurante Achille che consegna alla famiglia il corpo di Ettore.

La Sala di Giambellino accoglie una delle icone del MarteS, la Madonna con Bambino di Giovanni Bellini, attorniata da alcune altre opere del primo Cinquecento come la Madonna di Bramantino (1456-1540) e il Riposo durante la fuga in Egitto di Giovanni Gerolamo Savoldo (1480-1530).

La Stanza di Giuditta venne costruita nel XIX secolo, quando al corpo di fabbrica principale del palazzo si aggiunse unala domenicale, dove Luciano Sorlini scelse di abitare. Le pareti sono interamente decorate con paesaggi dellOttocento bresciano. Ad impreziosirla, una Sibilla di Jacopo Palma il Vecchio.

Seguono la Saletta di Callisto Piazza da Lodi e lo Studio di Luciano Sorlini, con la scrivania commissionata negli anni Quaranta del Novecento e quattro poltrone Frau, rosse, ricordano la sensibilit del collezionista anche nei confronti del design moderno. Alle pareti due opere del fiammingo Lambert Sustris, una Madonna con Bambino e San Giuseppe attribuibile alla bottega di Paolo Veronese, una Nativit dellambito di Tintoretto e una Crocefissione del veronese Poalo Farinati.

Nella Stanza dei Fondi oro sono esposti i due straordinari fondi oro acquisiti da Luciano Sorlini nel 2001: un trittico del senese Maestro di Panzano e una piccola ancona di Gherardo Starnina eseguita allinizio del Quattrocento, che dialogano in questa stanza con il dipinto pi antico della Collezione: la Piet di Nicoletto Semitecolo, realizzata nel 1367 e parte di un polittico concepito per la Cattedrale di Padova.

Nella Sala del Pitocchetto si ammirano due capolavori del pittore milanese Giacomo Ceruti: il Bravo e la Vecchia contadina. Il pendant considerato uno dei vertici della pittura della realt lombarda e di soggetto pauperista del XVIII secolo.

Biblioteca e Archivio ospitano la biblioteca darte di Luciano Sorlini, incrementata dalla Fondazione Luciano Sorlini e tutti i dossier dei dipinti della Collezione, consultabili su richiesta. Alla parete una derivazione seicentesca dalla pala di Alessandro Turchi detto lOrbetto raffigurante i Quaranta martiri.

Il Salone di Francesco e Gianantonio Guardi accoglie uno dei pi interessanti cicli pittorici di collezione privata eseguiti da Gianantonio Guardi. Le sei tele (qui collocate personalmente da Luciano Sorlini) raccontano gli episodi salienti della Vita di Giuseppe ebreo. Databili verso la met del Settecento e portatrici di uno stile rococ di gusto internazionale, vennero realizzate per Villa Bombardini a Bassano del Grappa, allinizio del Novecento vengono trasferiti a Palazzo Grassi di Venezia, tra le raccolte Stucky e quindi verso il 1930 vennero acquistate dal principe Lutormirski. Accanto alle opere di Giantonio, alcune tele del fratello Francesco, tra cui la notevole Piet, considerata una pietra miliare per la comprensione dellopera di Francesco Guardi figurista.

MarteS - Istruzioni per luso

Tutte le visite sono accompagnate da una guida, che illustra la collezione.
Biglietto intero con visita guidata: 10,00 euro. Bambini fino ai 5 anni: gratis, dai 6 ai 14 anni: ridotto a 5,00 euro, dai 15 ai 18 anni: ridotto a 8,00 euro.
Il percorso ha la durata di 50 minuti.
Laccesso su prenotazione richiesto solo per gruppi che superano le 15 persone.

Orari: da mercoled a domenica
10.00-18.00 dal 15 giugno al 15 settembre / 9.00- 15.00 dal 16 settembre al 14 giugno

La Biglietteria del Museo ospita un bookshop.

Didattica - Il MarteS ha elaborato una serie di iniziative dedicate al proprio patrimonio artistico, specificamente indirizzate alle scuole di ogni ordine e grado. Responsabile dei Servizi Educativi Alessandro Tonacci.

Per informazioni: MarteS Museo dArte Sorlini
Piazza Roma, 1 - Calvagese della Riviera (Bs)
Tel. +39 030601031 | www.museomartes.com | info@museomartes.com
Visualizza il LINK
(http://www.museomartes.com)
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